12 ottobre 2014

Alza gli occhi... alzati, vai e vivi!

 
Terribile questa immagine, vero? E' tristissima! 
Ma quanti di noi ci si rispecchiano? 

Tre o quattro mesi fa spopolava su facebook un video. Il video è carino, ben fatto, rappresenta e ci mostra scene di vita quotidiana. Ce n'è più di uno. Se cerchi su youtube puoi trovare ancora qualche versione originale in inglese, finchè... "censura permettendo".
Ma non è tanto importante la visione del filmato quanto le parole. Sarebbe un vero peccato che il testo vada disperso.
Non pubblico il video, ma riporto la traduzione in italiano.

Alza gli occhidi Gary Turk
Ho 422 amici eppure sono solo
Parlo con tutti loro ogni giorno, ma nessuno mi conosce davvero.
Il problema giace a metà
Tra guardare nei loro occhi o un nome sullo schermo.
Ho fatto un passo indietro e aperto gli occhi,
Mi sono guardato intorno e ho capito
Che questo media che chiamiamo “social” non lo è affatto
Quando apriamo i nostri computer ma chiudiamo le porte
Tutta questa tecnologia che abbiamo è solo un’illusione:
La compagnia di una community, un senso di appartenenza;
Ma quando ti allontani da questo meccanismo di delusione
Apri gli occhi su un mondo in confusione.
Un mondo in cui siamo schiavi della tecnologia che abbiamo creato
In cui le informazioni vengono vendute da qualche ricco, avido bastardo;
Un mondo di auto-interesse, auto-immagine e auto-promozione
In cui condividiamo le nostre migliori briciole, ma lasciamo fuori ogni emozione.
Siamo felici quando condividiamo un’esperienza
Ma sarebbe lo stesso se lì non ci fosse nessuno?
Sii presente per i tuoi amici e loro lo saranno per te
Ma nessuno lo sarà se lo farai tramite un messaggio di gruppo.
Pubblichiamo ed esageriamo, bramiamo adulazione,
Fingiamo di non notare l’isolamento sociale.
Mettiamo in ordine le nostre parole e lustriamo le nostre vite
E nemmeno sappiamo se ci sia qualcuno in ascolto.
Stare da soli non è un problema, lasciatemi spiegare:
se leggi un libro, dipingi o fai ginnastica
sei attivo e presente, non chiuso e solitario,
sei sveglio ed attento e stai spendendo bene il tuo tempo.
Allora, quando sei in pubblico ed inizi a sentirti solo
Metti le mani dietro la schiena, allontanati dal telefono:
Non hai bisogno di fissare il menù o la tua rubrica
Semplicemente parla con gli altri, impara a coesistere.
Non posso sopportare il silenzio di un treno pieno di pendolari indaffarati
In cui nessuno parla per paura di sembrare pazzo.
Stiamo diventando antisociali, non ci da più soddisfazione
Uscire insieme, guardare qualcuno negli occhi.
Siamo circondati da bambini che, sin dalla nascita,
Ci hanno visto vivere come robot e adesso pensano che ciò sia normale;
Non è molto probabile che tu sia eletto “Padre dell’anno”
Se non sai intrattenere un bambino senza un iPad
Quand’ero bambino non stavo mai a casa
Ma fuori con gli amici a correre in bici,
Avevo i pantaloni bucati e le ginocchia sbucciate,
Abbiamo costruito il nostro rifugio, in alto tra gli alberi.
Adesso i parchi sono così tranquilli da farmi rabbrividire:
Non vedo bambini in giro e le altalene pendono vuote.
Non si salta con la corda, non si gioca a campana, niente morra cinese
Siamo una generazione di idioti,  stupida gente da smartphone.
Allora alza gli occhi dal tuo telefono, spegni lo schermo
Comprendi ciò che ti circonda, sfrutta al massimo la tua giornata
Anche una sola connessione reale può bastare
A farti capire che significa “esserci”.
Vivi quel momento in cui lei ti rivolge quello sguardo
Che ricorderai per sempre con quello in cui l’amore nacque,
La prima volta in cui lei ti strinse la mano, o baciò le tue labbra
La prima volta in cui avete litigato e avete fatto pace.
La volta in cui non devi dire a centinaia di persone quello che stai facendo
Perché vuoi condividere il momento solo con quella persona;
La volta in cui vendi  il tuo computer per comprare un anello
Per la ragazza dei tuoi sogni che adesso è diventata realtà.
La volta in cui decidete di mettere su famiglia ed il momento in cui
Stringi tra le braccia tua figlia e ti innamori di nuovo.
Le volte che ti tiene sveglio di notte mentre vorresti solo riposare
E il momento in cui ti asciughi le lacrime mentre la piccola lascia il nido.
Il momento in cui la tua bambina ritorna con un neonato da tenere in braccio
E quando lui ti chiama “nonno” e ti fa sentire davvero vecchio.
Quando capisci di aver goduto di tutto dando attenzione alla vita
E adesso sei grato di non averla sprecata a fissare una qualche invenzione.
Il momento in cui stringi la mano di tua moglie, seduto accanto al letto
Le dici che l’ami e le dai un bacio sulla fronte,
Ti sussurra dolcemente mentre il suo cuore da l’ultimo battito
Che è felice che quel ragazzo l’abbia fermata per strada.
Allora alza gli occhi dal tuo telefono, spegni quei display
Il nostro tempo è limitato, non abbiamo giorni extra:
Non sprecare la tua vita restando intrappolato dalla rete
Per restare, alla fine, solo con i rimpianti.
Sono anch’io colpevole di esser parte di questo ingranaggio,
Questo mondo digitale, in cui siamo sentiti ma non visti,
In cui digitiamo mentre parliamo, leggiamo mentre chiacchieriamo
In cui passiamo ore insieme senza guardarci negli occhi.
Non cedere ad una vita in cui segui una mania
Dai amore alla gente, non un “like”
Sconnettiti dalla necessità di essere udito e definito,
Buttati nel mondo e lasciati indietro le distrazioni.
Alza gli occhi dal tuo telefono, spegni quello schermo. Smetti di guardare questo video: vivi la vita reale.
**********
Uno sfogo di che potrebbe essere facilmente sottoscritto da molti di noi, una riflessione che dovremmo comunque fare un pò tutti, anche se non siamo proprio "tecnologia-dipendenti", o pensiamo di non esserlo. 
E allora, quando hai finito di leggere il post, alza gli occhi dal pc... alzati, vai e vivi!  
Io lo faccio, in questo preciso momento. :-)

2 commenti:

Agnese ha detto...


Bello! Condivido totalmente! Ciao cara Marjù! :-)

marju vecchi ha detto...

Ciao Agnese! ^_^
Che bello vedere i segni del tuo passaggio sul blog!