30 dicembre 2014

La notte di San Silvestro


Lasciato alle spalle il Natale appena trascorso, ecco che arriva una nuova occasione per festeggiare. La lunga notte di San Silvestro.

Il Capodanno è una delle feste più antiche e attese in tutte le culture e in tutte le religioni.

In tutto il mondo questa festa simboleggia un momento di rinascita, il passaggio dal vecchio al nuovo.

Individualmente, il nuovo anno, per ogni essere vivente, inizia nel proprio giorno di nascita. E' talmente ovvio e scontato che, forse non valeva nemmeno la pena di sottolinearlo.

Ma cos'ha a che fare il santo, San Silvestro, con il cenone e tutto il resto? Assolutamente nulla! E' solo una coincidenza del calendario gregoriano.

Ancora una volta è solo una questione di calendario. Infatti, l'anno nuovo non viene celebrato nello stesso giorno in tutte le parti del mondo.

Il primo festeggiamento di capodanno, di cui si ha notizia, pare risalga ai babilonesi, circa 4000 anni fa e coincideva con l'inizio della primavera. Più esattamente esso cadeva in corrispondenza della prima luna nuova, dopo l’equinozio di primavera, che segnava la rinascita della terra.

Anticamente, anche i romani celebravano l'arrivo dell'anno nuovo nel mese di marzo, mese che coincideva anche con le grandi campagne militari.

Sempre loro, gli antichi romani, decisero che il capodanno dovesse cadere nel passaggio tra il 31 dicembre e l' 1 gennaio.

Fu Giulio Cesare, nel 46 a.C., a creare il "calendario giuliano" riprendendo e modificando il calendario egizio, e stabilendo l’inizio dell'anno il primo di gennaio. 

Il dio che si celebrava in chiusura dell'anno era Saturno, con le festività dei Saturnali di dicembre. (vedi post precedente: La festività di Natale, le origini). Era il periodo dei contrari, con i servi nel ruolo dei padroni, le donne in quello degli uomini, i bambini al posto degli adulti. Semel in anno licet insanire: "una volta l'anno è lecito impazzire"; erano le eccezioni che confermavano le regole, perché ogni cosa nei giorni seguenti potesse andare avanti come prima.

Giacché abbiamo parlato di calendario...

L’antico calendario latino inizialmente era composto solamente da dieci mesi.
GENNAIO, dal dio Giano, la divinità dai due volti, uno che guarda al passato, l’altro che guarda al futuro.
FEBBRAIO dedicato alle februa, le feste romane di purificazione, erano i primi due mesi dell’anno.
Il mese di MARZO, dedicato a Marte, dio della guerra, era il mese che dava inizio alle grandi campagne di conquista degli eserciti di Roma.
APRILE dal latino aperire (aprire) segnava l’apertura della bella stagione.
MAGGIO era dedicato alla dea Maia, signora della vegetazione e figlia di Atlante.
GIUGNO era il mese di Giunone, dea della prosperità e moglie di Giove.
Successivamente furono inseriti altri due mesi, in onore di due celebri imperatori romani:
LUGLIO, dedicato a Giulio Cesare e AGOSTO, dedicato ad Augusto.
SETTEMBRE, OTTOBRE, NOVEMBRE e DICEMBRE, mantennero, nonostante gli inserimenti, il loro antico nome essendo stati rispettivamente il settimo, l’ottavo, il nono e il decimo mese dell’anno.

Successivamente, nel 1582, una serie di modifiche al calendario giuliano diede vita al calendario gregoriano, voluto da papa Gregorio XIII, dal quale prende il nome. Il calendario gregoriano compensa lo scarto tra anno solare e anno calendariale adottando l’anno bisestile ogni 4 anni.

Torniamo a noi... e alla notte di fine anno.

Il Capodanno porta con sé usanze a cui è difficilissimo sottrarsi. Spesso alcuni “riti” ci sono imposti dagli amici e vengono seguiti senza neanche capirli. 

Ma perché la notte di fine anno si fanno certe cose?
Andiamo a curiosare tra le più comuni e svariate usanze, rituali, superstizioni e atti scaramantici.

LENTICCHIE A MEZZANOTTE. Favoriscono l'abbondanza e la ricchezza: la loro forma tonda e appiattita ricorda quella delle monete e l’usanza di mangiarle a capodanno nasce da una antica tradizione che consisteva nel regalare, il 31 dicembre, un borsellino pieno di questi legumi con l’augurio che si sarebbero trasformati in soldi. Rappresentano anche un simbolo per augurare una crescente prosperità, questa associazione nasce proprio perché grazie alla cottura, aumentano di volume

I BOTTI DI CAPODANNO. I "botti" di Capodanno sono la manifestazione della volontà di allontanare le forze del male e gli spiriti maligni che si scatenano in un momento di passaggio dal vecchio al nuovo anno, dalla fine all'inizio del tempo. I "botti" e, in alcuni paesi, i fuochi d'artificio, oggi rappresentano anche l'allegria per l'arrivo del nuovo anno.

LANCIARE I COCCI A MEZZANOTTE.  Rito di eliminazione del male, fisico e morale, che si è accumulato nell'anno trascorso. Questa usanza è diffusa in diverse parti d'Italia ed è ancora viva nelle grandi città come Napoli e Roma.

L'UVA PASSA. La tradizione vuole che oltre alle lenticchie anche la scelta di mangiare dell'uva passa nel corso della notte di Capodanno porti soldi in abbondanza nel nuovo anno.

LE STRENNE. Elemento propiziatorio: ricevere molti regali, infatti, prevede più abbondanza durante l'anno nuovo, per tutto l'anno.Questa tradizione in uso presso i romani si chiamava "streniarum commercium". In varie regioni, durante la notte di Capodanno, gruppi di giovani vanno per le strade a cantare la "strenna", con gli auguri di un felice anno nuovo e la richiesta di doni.

LA PRIMA PERSONA CHE SI INCONTRA PER STRADA. Allo scoccare della mezzanotte, o nelle prime ore della mattinata, è importantissima la prima persona che si incontra per strada. È di buon augurio, infatti, incontrare un vecchio o un gobbo, mentre se si incontrerà un bambino o un prete si avrà disgrazia. La ragione di queste credenze è nel principio analogico: il vecchio vuol dire che si vivrà a lungo; il gobbo perchè porta bene sempre, tanto più nel giorno in cui tutte le forze hanno il massimo potere. In Piemonte, invece, porta fortuna incontrare un carro di fieno o un cavallo bianco.

LAVORO O RIPOSO? In Abruzzo porta bene che le donne diano inizio a quante più faccende è possibile fare. In altre regioni è esattamente l'opposto: il primo dell'anno deve trascorrere in riposo, altrimenti si lavorerà per tutto l'anno.

I PRIMI 12 GIORNI DEL NUOVO ANNO. Un'altra tradizione diffusa è legata alle "calende": si ritiene, infatti, che dal tempo che farà nei primi dodici giorni dell'anno si possa prevedere quello che farà nei prossimi dodici mesi. Per fare previsioni meteorologiche, i contadini della Sardegna posavano 12 chicchi di grano, uno per mese, su un mattone rovente: quelli che bruciavano segnavano bel tempo, quelli che saltavano via indicavano pioggia e vento.

BACIARSI SOTTO IL VISCHIO. Una tradizione ancora molto seguita, in segno di buon auspicio. A mezzanotte, come brindisi speciale, il bacio sotto al vischio con la persona amata porterà amore per tutto l'anno. Il vischio è una pianta benaugurale che dona prolificità sia materiale che spirituale. Sacro ai popoli antichi, i Druidi lo usavano nei sacri cerimoniali e nelle celebrazioni di purificazione, mentre i Celti ritenevano che quest'arboscello nascesse dove era scesa una folgore e che una bevanda particolare composta di questa pianta fosse un potente elisir contro la sterilità.

VESTIRE BIANCHERIA INTIMA ROSSA.  Il rosso è considerato il colore della buona sorte. Per il cenone, dunque, è d'obbligo un intimo color rosso sia per gli uomini che per le donne. Gli antichi romani lo indossavano come simbolo di sangue e guerra per allontanare la paura. Oggi è diventato un auspicio di fortuna per il nuovo anno.

MANGIARE 12 CHICCHI D'UVA. In Spagna c'è la tradizione di mangiare alla mezzanotte dodici chicchi d'uva, uno per ogni rintocco dei dodici scoccati da un orologio.

APRIRE LA PORTA DI CASA. In Russia, dopo il dodicesimo rintocco, si apre la porta di casa per far entrare l'anno nuovo.

I MELOGRANI E L'UVA. Sono i frutti che non devono mancare sulla tavola del cenone di Capodanno. Sembra che portino fortuna...anche solo a guardarli. Il melograno simboleggia la fedeltà coniugale ed è di buon auspicio mangiarne per Capodanno.

GETTARE LE COSE VECCHIE. In segno di cambiamento, con l'arrivo del nuovo anno, è di buon augurio gettare le cose vecchie.  La pessima usanza di gettare oggetti vecchi e inutili dalla finestra, simboleggia il liberarsi dai brutti ricordi.

Certamente non le ho elencate tutte, ce sono molte altre.

Per la serie "Non è vero ma ci credo" e giusto per concludere:

Nel Bergamasco non si devono prestare oggetti di nessun tipo.
In Calabria non si chiedono soldi in prestito.
Nelle Marche non si deve acquistare né pagare niente.
In Liguria non bisogna litigare.
In Emilia-Romagna bisogna iniziare un lavoro proficuo.
In Campania si deve fare l’amore.
E in molte parti d'Italia si recitano preghiere e formule propiziatorie per trovare marito.

Tutto questo perché, secondo la credenza, ciò che si fa il primo dell’anno si farà tutto l’anno!

E adesso concludo veramente con un'usanza alquanto bizzarra che prevede, allo scoccare della mezzanotte, di mostrare il sedere nudo in favore della luna!

In attesa di postare nuove curiosità sulla Befana e sull'Epifania, mi congedo con l'augurio di un nuovo anno ricco di gioia e di tutto ciò che desideri-amo ottenere!

...e che la Forza sia con te e con tutti noi! ^_^ mv

1 commento:

mariella ha detto...

quella del sedere nudo a favore della luna,mi ha fatto morire dal ridere,mi sono immaginata gli abitanti di un intero paese tutti a culo scoperto....ahahahah
grazie marjù e buon anno anche a te!!!