14 settembre 2015

Il principio della rana bollita

Storielle e vicende che hanno come protagonista rane, ranocchi e ranocchiette sono molte diffuse.

Il ranocchio viene molto spesso usato come metafora per descrivere uno stato d'animo,piuttosto che un modo di comportarsi, un'abitudine, un'attitudine.

Alcune storie sono simpatiche e divertenti. Altre lo sono meno, come quella riportata in questo post. Ma, comunque sia, ogni racconto ha la sua morale, applicabile a noi esseri umani.

Talvolta sono storie incitanti e motivanti, mentre altre volte sono un ammonimento, un avvertimento... Storie che ci mettono in guardia. e ci rimandano sempre un segnale, un pretesto per invitarci a riflettere.

Eccoci dunque alla storiella:

LA RANA BOLLITA

Immagina...
Una rana cade in un pentolone di acqua bollente.
Con un balzo velocissimo schizza fuori e scappa via.

Immagina...
Un'altra rana cade un pentolone pieno d'acqua fredda.
La rana nuota tranquillamente e beatamente godendosi la freschezza dell'acqua, apprezzandone la piacevolezza.


Immagina...
Il fuoco è acceso sotto la pentola, l'acqua si riscalda lentamente, piano piano.
Presto l'acqua diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole.
La temperatura sale. Adesso l'acqua è calda, un pò più di quanto la rana non apprezzi.
La rana si scalda un po', tuttavia non si spaventa.
Adesso l'acqua è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita e non ha la forza di reagire. Non ce la fa.


Immagina...
La rana non ha la forza di reagire, dunque sopporta. Sopporta e non fa nulla per salvarsi.
L'acqua ora è bollente. La rana è intorpidita e bollirà dolcemente... Forse, non possiamo saperlo, senza nemmeno rendersene conto.

Il principio della rana bollita, utilizzato dal filosofo americano Noam Chomsky, noto anche per aver elaborato la lista delle 10 strategie della manipolazione attraverso i mass media, fa riferimento alla Società, ai Popoli che accettando passivamente, il degrado, le vessazioni, la scomparsa dei valori, dell'etica, ne accettano di fatto la deriva.

Nel nostro piccolo mondo individuale, questo principio può essere anche applicato al comportamento di ogni singola persona inerte, immobile, remissiva, rinunciataria, noncurante, che si deresponsabilizza di fronte alle scelte.

Chissà quante volte abbiamo letto il racconto della Rana bollita, senza esserci mai soffermati a considerarla come una finestra sul nostro mondo, mondo inteso come "vita" e su quanto rispecchi la condizione umana media...

In realtà questa storia nasce da un esperimento condotto dai ricercatori di psicologia della prestigiosa John Hopkins University di Baltimora, USA nel 1882 e vuole dimostrare che, quando un cambiamento si effettua in maniera sufficientemente lenta, sfugge alla coscienza e non suscita, per la maggior parte del tempo, nessuna reazione, nessuna opposizione e nessuna rivolta.

...e che la Forza sia con te e con tutti noi! ^ _ ^ mv 

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