6 lug 2018

Il tè tibetano

Oggi mi è venuta una strana voglia. Mi è venuta voglia di bere un tè. Ma mica un tè normale, no, un buon caldo tè al burro.

Che strana cosa!

Io non mi posso certo definire proprio un'amante del tè. Come mi è venuta in mente una stramberia del genere? Col caldo che c'è, oltretutto. 

 Chissà da dove mi arriva questo desiderio singolare?!  E pensare che non ho nemmeno mai bevuto un tè al latte!

Un tè al burro! Mai sentito di qualcuno che abbia bevuto il tè con il burro. E poi, come si fa? si mette una noce di burro (chiarificato, s'intende!) dopo aver preparato il tè? sarà buono? sarà salubre?

Bah! Ragionando... Il burro si spalma sulle fette biscottate che mangiamo a colazione con il tè, quindi forse è possibile. Forse. Forse non è una cosa così campata per aria!

Facendo una ricerca scopro che il tè al burro esite, esiste eccome! (per la serie "non si inventa mai niente di nuovo...)

Il tè al burro, che si chiama "Po cha", conosciuto anche come "tè tibetano", è la bevanda preferita e tradizionale in Tibet e nelle comunità tibetane e buddhiste in India, Nepal e Bhutan.

Sulle origini dell'usanza di bere il tè al burro non si conosce molto, cioè, pare proprio che non si sappia come sia nato.

Sul sito: www.indianepalviaggi.it si legge.
Una leggenda narra che nel 641 d.C. la principessa cinese Wencheng, lasciò la sua terra d’origine la Cina e viaggio verso il Tibet per sposare Songtsen Gampo, il trentatreesimo re della dinastia di Yarlung del Tibet. Questo matrimonio misto, ha avuto anche risvolti politici, ha portato alla fine del conflitto tra due regimi e cosa più importante, ha innescato un aumento degli scambi culturali tra le persone Han (l’etnia Han sono i cinesi propriamente detti) e tibetani. Come risultato, molte usanze Han hanno cominciato a mettere radici nella vita quotidiana dei tibetani.
A causa della natura grave, ci sono poche possibilità per frutta e verdure di prosperare in questi luoghi di estrema altitudine. I tibetani gradualmente si sono resi conto del beneficio del bere il tè e sono stati convinti che la carenza dell’assunzione scarsa di frutta e verdura, potesse essere compensata con l’assunzione del tè. Pertanto, bere il tè divenne una parte indispensabile della vita quotidiana dei tibetani e si è sviluppata come costume tipico della cultura tibetana e dei popoli a tradizione buddhista tibetana.
Lo scambio crescente e il fiorente commercio con il mondo esterno, in larga misura ha contribuito ad aumentare la popolarità di bere tè tibetano al burro di yak anche all’esterno del Tibet. Ma l’ambiente severo del Tibet rende difficile per il tè prosperare, la fornitura costante di tè poggiava sulle spalle di commercianti audaci che con i loro cavallo e carovane di muli, portavano il tè in Tibet in cambio di cavalli robusti. Si è andata quindi a creare la Tea Horse Road che consisteva di due vie. Si partiva da Ya’an nella provincia dello Sichuang, fino a Lhasa attraverso Luding, Kangding, Batang, e in seguito proseguendo per tutto il Nepal e l’India (3100 chilometri). L’altro iniziava da Pu-er in Yunnan fino al Tibet attraversando Dali, Lijiang, Zhongdian, Deqin, ecc. … ed inoltre si estende a Myanmar, Nepal e in India (3800 km).
Arduo e imprevedibile, le antiche Tea Horse Road hanno dimostrato di essere uno dei più leggendari percorsi commerciali carichi di aneddoti intriganti, e ha contribuito anche alla diffusione del buddismo tibetano.
Si dice che i tibetani bevono da 40 fino a 60 piccole tazze al giorno per l’idratazione e la nutrizione.
Per i tibetani e i buddhisti tibetani, il tè è una bevanda che è proprio come caffè per gli occidentali, una sorta di abitudine quotidiana, dal mattino alla sera, dopo i pasti, o semplicemente conversando e chiacchierando tra amici, familiari, nelle negoziazioni fino anche durante le preghiere.
La preparazione del tè tibetano al burro di yak è lunga, complessa, una sorta di rituale. Si fa bollire l’acqua fino ad ebollizione. Si aggiunge il tè nero alla pentola e poi si lascia far scendere lentamente la temperatura per 3-5 minuti, ma spesso nella tradizione questa fase può durare per ore. Il tè dal colore molto forte e intenso viene poi posto in un cilindro di legno una sorta di zangola nella quale vengono aggiunti anche latte di yak, burro di yak e sale (meglio se sale rosa dell’Himalaya), bicarbonato e tutti i prodotti vengono emulsionati e mescolati tra di fino ad ottenere un liquido della giusta consistenza.
Yac

Urka! Interessante, però nel mentre mi è scappata la voglia di bere il tè al burro.

Ma, ma... Udite, udite! Ho trovato una ricetta per prepararlo molto semplice, facile, facile. Posso togliermi la soddisfazione di sorseggiare, quanto prima, quando voglio la tanto desiderata bevanda!

Ingredienti:
500 ml acqua
2 bustine di tè nero
2 cucchiai di burro
100 ml latte intero

Far bollire l'acqua, mettere le bustine di tè e far bollire ancora per un paio di minuti.

Togliere dal fuoco, aggiungere il burro e il latte e shakerare bene, usando un frullatore, in modo che si crei della schiuma.

Servire in piccole tazze, molto caldo.

Attenzione perché è molto calorico ed è una bevanda indicata per un clima molto freddo, perciò berne con moderazione, soprattutto nella stagione estiva, poiché surriscalda.

Non ho verificato, in quanto non mi interessava, ma sicuramente ci sarà anche una versione vegana. C'è una versione Veg per tutto ormai!

E allora, aspettando l'inverno per quel tè... godiamoci l'estate!

💗 Gioia, Amore e Gratitudine 💗 màriah

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